Pubblicato il: 14/07/2026 – 15:07

SORIANO CALABRO E dopo Andrea Beretta e Marco Ferdico, ora potrebbe toccare a Pietro Andrea Simoncini. A scommettere sul prossimo pentimento del presunto coautore dell’omicidio di Vittorio Boiocchi (accusato insieme all’esecutore materiale Daniel D’Alessandro di aver ucciso Boiocchi il 29 ottobre 2022) sono ambienti di Soriano Calabro ma anche di Vibo Valentia che intrattengono rapporti diretti con le famiglie Idà e con alcuni soggetti dei Monardo, gruppi criminali che nella vicenda hanno avuto un ruolo di apparenti spettatori nell’agguato all’ex leader della Curva Nord, forse inizialmente sottovalutato dagli osservatori milanesi. A raccogliere gli umori di un territorio sensibile è Klaus Davi che più volte in questi due anni si è recato nella zona di provenienza del presunto killer dell’ex capo ultrà.

Da Soriano la novità che fa discutere

Già nel marzo del 2025 Davi piombava nelle Preserre vibonesi perché si diceva certo della piena consapevolezza dei clan locali nella vicenda, al punto da raggiungere un posto sperduto ai piedi delle Serre calabresi, precisamente Ariola, riuscendo a scovare la villa, circondata da 50 lupi maremmani, di Gaetano Emanuele, boss riconosciuto della zona, della famiglia che vinse la faida con i Loielo, nonché capo dello stesso Simoncini. La figlia di Emanuele, Marianna, avvocatessa totalmente estranea al contesto criminale, in una concitata intervista rilasciata a Davi nell’aprile 2025, negava il coinvolgimento della sua famiglia nella vicenda di Boiocchi.Ma ora – sempre da Soriano – arriva la novità che farà più discutere. Il pentimento di Marco Ferdico potrebbe essere solo il primo tassello di una nuova stagione investigativa destinata a incidere sulle dinamiche del mondo del calcio e sui grandi delitti irrisolti delle Preserre. Una circostanza che, allo stato delle cose, non è stata confermata dall’autorità giudiziaria ma che circola insistentemente. Klaus Davi conosce molto da vicino gli equilibri mafiosi del vibonese avendo negli anni intervistato Rocco Anello, Michele Lo Bianco, Salvatore Mancuso, Salvatore Patania, Pasquale Bonavota e più recentemente Domenico “Mommo” Macrì e Francesco Pardea: sa quindi ponderare gli stati d’animo dagli affascinanti ma impenetrabili territori della provincia di Vibo Valentia.