Pubblicato il: 06/07/2026 – 19:02
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME C’è un passaggio che porta dritto fino in Calabria nel verbale dell’interrogatorio reso il 30 maggio 2026 da Marco Ferdico davanti ai magistrati della Procura di Milano. L’ex capo ultrà dell’Inter, infatti, ha deciso di “saltare il fosso” e collaborare con la giustizia, sulla scia dell’altro ex capo del tifo nerazzurro Andrea Beretta, condannato per l’omicidio di Antonio Bellocco. Ferdico ha reso almeno tre verbali di interrogatorio, tra maggio e giugno scorso, nell’ambito di una attività integrativa di indagine della Dda milanese e della Polizia nel procedimento “Doppia Curva”. Inchiesta che aveva portato ad una serie di arresti nel 2024 e poi anche a processi, tuttora in corso, oltre che per associazione per delinquere, anche con l’aggravante mafiosa per rapporti con la ‘ndrangheta, per omicidio e tentato omicidio.
Il delitto Boiocchi
Quello emerso in questo verbale di oltre un mese fa, dunque, è un passaggio breve, in parte coperto da omissis, ma potenzialmente significativo perché collega il racconto sull’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà dell’Inter, a un precedente episodio di sangue che Ferdico colloca a Soriano, in provincia di Vibo Valentia. Perché il nome che compare è quello di Simoncini. Secondo quanto messo a verbale da Ferdico, quando gli sarebbe stato proposto l’omicidio Boiocchi, Simoncini avrebbe provato ad accreditarsi come persona capace di muoversi in azioni violente. «Gli ho chiesto se lui si intendeva di azioni di questo tipo», racconta Ferdico ai pm. E Simoncini, prosegue il verbale, «per accreditarsi» avrebbe riferito che «a Soriano aveva partecipato in qualche modo all’uccisione di un soggetto».














