Svolta giudiziaria a Milano nell’inchiesta sull’omicidio con modalità mafiose di Vittorio Boiocchi, lo storico capo ultrà nerazzurro freddato a colpi di pistola nell’ottobre del 2022. I pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia, Paolo Storari e Stefano Ammendola, hanno contestato formalmente l’aggravante della premeditazione a carico dell’ultrà interista Mauro Nepi, finito in manette nell’ambito delle indagini sul delitto. La contestazione è stata presentata davanti alla gup Giulia Marozzi proprio nel giorno in cui per Nepi sarebbe dovuto iniziare il processo con rito abbreviato.

Il cambio d’imputazione operato dalla Procura comporterà nelle prossime udienze la richiesta formale di rinvio a giudizio davanti alla Corte d’Assise. L’introduzione della premeditazione esclude infatti per legge la possibilità di accedere ai riti alternativi. Il procedimento è stato pertanto aggiornato al prossimo 22 luglio, concedendo così il tempo necessario alla difesa per valutare i nuovi atti. Questo scenario si innesta su un quadro processuale in cui per la morte di Boiocchi si trovano già alla sbarra in Assise l’altro leader della curva Andrea Beretta (ritenuto il mandante e collaboratore di giustizia da un anno e mezzo), Marco Ferdico nel ruolo di organizzatore, suo padre Gianfranco e i due presunti esecutori materiali del delitto.