Il giornalista e massmediologo interviene sugli ultimi sviluppi del caso "Doppia Curva" e sui verbali dell'ex capo della Nord interista Marco Ferdico: "I delitti milanesi hanno una radice profonda nelle Preserre vibonesi, i nuovi atti confermano le mie inchieste sul campo"
Le recenti confessioni dell’ex capo ultrà dell’Inter, Marco Ferdico, ora collaboratore di giustizia nell’ambito della maxi-inchiesta “Doppia Curva”, aprono scenari investigativi che collegano direttamente i vertici del tifo organizzato milanese ai clan della criminalità organizzata calabrese. Secondo quanto emerso dagli ultimi verbali, uno dei presunti esecutori materiali del delitto dello storico leader nerazzurro Vittorio Boiocchi, avvenuto nell’ottobre del 2022, avrebbe informato preventivamente le famiglie della ‘ndrangheta dell’imminente azione di sangue. Nello specifico, Ferdico ha riferito di aver affrontato l’argomento con due soggetti, identificati nei cognomi di “Idà e Monardo”.
Sul punto è intervenuto con decisione il giornalista Klaus Davi, che da tempo segue le dinamiche infiltrative delle cosche nei segmenti commerciali e para-commerciali dello stadio di San Siro. “Gli Idà sapevano, i Monardo sapevano: i clan calabresi delle Preserre erano a conoscenza della verità che sta emergendo. I delitti milanesi non sono solo milanesi ma anche calabresi. Per me è stato evidente fin dall’inizio, come ho sempre detto e scritto”.














