Le recenti rivelazioni emerse dall’inchiesta sulla Curva Nord dell’Inter squarciano il velo sui collegamenti tra la criminalità organizzata calabrese e i vertici del tifo organizzato milanese. Sulla base degli ultimi sviluppi investigativi e dei verbali del neopentito Marco Ferdico, il giornalista Klaus Davi traccia una linea netta che unisce l’asfalto di Milano alle roccaforti mafiose delle Preserre vibonesi. Al centro dell’analisi c’è l’assassinio dello storico capo ultrà nerazzurro Vittorio Boiocchi, un delitto che, secondo il massmediologo, risponde a dinamiche che superano i confini della Lombardia.

In un’intervista rilasciata ad Affari Italiani, Davi ha delineato i contorni del mandato e dell’esecuzione, collegandoli direttamente al territorio calabrese: “Senza l’ok delle Ndrine vibonesi Pietro Andrea Simoncini non avrebbe mai potuto partecipare all’agguato di Vittorio Boiocchi avvenuto lo scorso 29 ottobre 2022 e per il quale sono accusati gli ex capi ultrà dell’Inter Andrea Beretta e Marco Ferdico come mandanti e Pietro Andrea Simoncini e Daniel D’Alessandro in quanto esecutori. Sono stato diverse volte a Soriano Calabro e Gerocarne nel 2025 interrogando esponenti della ‘Ndrangheta locale e anche Marianna Emanuele, la figlia del boss Emanuele Gaetano, ad aprile 2025. Per un semplice motivo: un omicidio così dirompente avrebbe inevitabilmente esposto le ndrine a un’attenzione mediatica non gradita danneggiandone gli interessi. Lo dissi nel video pubblicato ad aprile 2025 e lo scrissi convintamente e ora dai verbali di Ferdico emerge che uno degli esecutori materiali avrebbe avvertito i Monardo e gli Idà, due famiglie di ‘Ndrangheta, che dunque erano a conoscenza dell’imminente omicidio di Boiocchi”.