Pubblicato il: 10/07/2026 – 18:25

di Giorgio Curcio

MILANO Prendere la Curva Nord non bastava. Perché dopo l’omicidio orchestrato ai danni di Vittorio Boiocchi, il problema era soprattutto conservarne il controllo. Come? Evitando eventuali ingerenze, trovando protezioni, ma anche cerando di capire chi potesse garantire la tenuta del nuovo assetto. A riferirlo è stato Marco Ferdico, l’ex ultrà dell’Inter ora collaboratore di giustizia. È proprio dentro questa paura che il collaboratore colloca uno dei passaggi più significativi dell’interrogatorio reso il 22 giugno 2026 davanti ai pm Paolo Storari, Stefano Ammendola e Giovanni Musarò: il contatto con il barbiere Salvatore Nucera, la richiesta da 100mila euro e perfino l’idea di mettere sulla Curva Nord una pezza con scritto «Africo».

Marco Ferdico, classe 1985, è considerato uno degli ex riferimenti della Curva Nord dell’Inter. Il suo nome è emerso nell’inchiesta “Doppia Curva”, che ha ricostruito il sistema di affari e rapporti criminali attorno al tifo organizzato di Inter e Milan. Nel 2025 è stato condannato in abbreviato nel filone sulla curva interista per associazione a delinquere aggravata dall’agevolazione mafiosa. Ferdico è inoltre imputato nel processo per l’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà nerazzurro ucciso il 29 ottobre 2022 sotto casa, a Milano. Ora la scelta di collaborare con la giustizia.