Milano, 9 luglio 2026 – “Voglio cambiare vita, per me e la mia famiglia”. Appare di spalle, in videocollegamento, Marco Ferdico, leader della curva Nord interista sotto processo per l’agguato mortale al capo ultrà che lo aveva preceduto, Vittorio Boiocchi, avvenuto il 29 ottobre 2022 a Milano.
Ferdico, già condannato a 9 anni di reclusione per associazione a delinquere con l’aggravante mafiosa, da poco è collaboratore di giustizia. Si dice pronto a parlare con i pm della Dda anche Gianfranco Ferdico, padre di Marco, l’ormai ex capo ultrà della curva Nord interista che da fine maggio ha deciso di collaborare con la giustizia riempiendo almeno tre verbali.
Sulle orme di Andrea Beretta
Scelta che segue quella di Andrea Beretta, accusato nello stesso procedimento di essere il mandante dell’omicidio. Un passo che, a proposito di famiglia, starebbe per essere intrapreso anche da un altro uomo della famiglia sotto processo. Così si è esposto Gianfranco Ferdico, il padre di Marco. Nel corso dell’udienza si è appreso infatti che quest’ultimo ha cambiato avvocato, proprio come aveva già fatto il figlio quando si è pentito. Marco Ferdico era uno dei capi della Curva Nord interista
Ieri davanti alla Corte d’Assise presieduta dalla giudice Antonella Bertoja, Marco Ferdico ha ribadito in più punti le dichiarazioni già rese in tre interrogatori, tra il 30 maggio e il 22 giugno, ai pm milanesi Paolo Storari e Stefano Ammendola e al magistrato della DNA Giovanni Musarò. In quei tre verbali, omissati in più punti, si delinea la modalità mafiosa dell’omicidio, la volontà “di dare un segnale”, ma anche la pianificazione e l’infiltrazione criminale delle cosche della ‘ndrangheta per il controllo dei proventi legati allo stadio.













