Da sinistra, Antonio Bellocco, ucciso nel 2024 da Andrea Beretta (al centro), ex capo ultrà della Nord pentito da fine 2024 e Marco Ferdico, ex portavoce della NordMilano, 7 luglio 2026 – Si sono pentiti tutti e hanno deciso di collaborare con la giustizia gli ex capi della curva Nord. Uno a uno, “a Canossa”, l’ultimo in ordine di tempo, Marco Ferdico, dopo Andrea Beretta, ex del direttivo della Nord, ha reso almeno tre verbali di interrogatorio, tra maggio e giugno scorso, nell’ambito del procedimento “Doppia curva“. Inchiesta che aveva portato a una serie di arresti nel 2024 e poi anche a processi, tuttora in corso, oltre che per associazione per delinquere, con l’aggravante mafiosa per rapporti con la ‘ndrangheta, per omicidio e tentato omicidio.
I rilievi della scientifica sotto casa di Vittorio Boiocchi subito dopo il delitto. Nel riquadro, l'ex capo ultras Marco Ferdico
Un patto “diabolico”
La deposizione di Ferdico ha avuto particolare importanza, perché ha confessato e chiarito il suo ruolo nell’assassino di Vittorio Boiocchi del 29 ottobre 2022 e quello degli altri ultrà, e in che modo la ‘ndrangheta si è inserita nella gestione del tifo organizzato a San Siro. Rosario Trimboli, narcotrafficante internazionale legato alla ‘ndrangheta, avrebbe dato il via libera al “patto” tra capi ultrà delle curve interista e milanista di San Siro. In base all’accordo “chiunque fosse andato in finale di Champions nel 2023, dato che le due squadre si scontravano in semifinale, avrebbe dato il 30% dell’incasso all’altro”.












