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Ultimo aggiornamento: 7:35

Frame numero uno. Tre uomini su un taxi. Sono seduti dietro. Due sono vestiti da “guerra”, indossano abiti neri. Il terzo porta i jeans e la felpa della Curva Nord dell’Inter. I primi sono Daniel D’Alessandro detto Bellebuono e Pietro Simoncini. Il terzo è Marco Ferdico. È il 29 ottobre 2022. Il piano lo hanno preparato, hanno armi e mezzi. Devono uccidere Vittorio Boiocchi, detto lo zio, capo della curva nerazzurra, perché così ha chiesto Andrea Beretta, detto il Berro, che ha pure pagato 50mila euro. Hanno fatto i sopralluoghi, studiato i suoi movimenti. Frame due: il taxi da Carugate è arrivato a Milano davanti ai palazzoni di cemento di via Mecenate. La casa è nel semibuio.

L’appartamento è della nonna di Ferdico. Lo scooter Gilera verniciato di blu sta nel garage di sotto. È mattina e nonostante le previsioni danno bel tempo, una nebbia umida inizia ad avvolgere la città. Ferdico esce, e i due killer ora sono soli, sul tavolo la Beretta calibro 9. Frame numero 3: primo pomeriggio fuori dal Baretto sotto la curva Nord. Stadio Meazza. Gli ultras nerazzurri arrivano alla spicciolata. Questa sera è in cartellone Inter-Sampdoria di campionato. Ferdico è già lì da mezz’ora. Si guarda intorno, poi vede Boiocchi. Apre il cellulare criptato e invia “ok”. Per Bellebuono e Simoncini è il segnale. Sanno che lo Zio non può andare allo stadio e tornerà a casa prima del fischio d’inizio. I due vestiti da “guerra” scendono in garage indossano caschi integrali e partono.