Nelle Marche, nella Gola di Frasassi, un vecchio rullino fotografico dimenticato tra le rocce ha innescato una caccia collettiva sul Web capace di risolvere un enigma sorprendente. Lo scalatore Lorenzo Rossetti, geologo di Montecarotto (Ancona) e appassionato di arrampicata, si imbatte per caso in una pellicola fotografica incastrata sotto alcuni sassi, in un anfratto della Torre di Jesi. Come riporta Il Messaggero, era un oggetto che ha resistito per decenni al sole d’estate e al gelo d’inverno, eppure ancora integro. Rossetti scatta una foto al ritrovamento e la invia a un amico: il regista fabrianese Paolo Bacchi.

Per Bacchi non è un rullino qualunque. Anni prima aveva girato un documentario proprio su quella parete, restando in quota per giorni, e per un attimo pensa che la pellicola possa essere sua o della sua vecchia troupe. I colleghi storici escludono subito l’ipotesi: quella pellicola è roba di un’altra epoca, “quasi archeologia”. Ma la curiosità ormai ha preso il sopravvento, e Bacchi decide di farsi consegnare il rullino a tutti i costi.

Così il regista ha affidato la pellicola, ormai danneggiata da decenni di intemperie, a uno dei pochi laboratori italiani ancora capaci di sviluppare vecchie diapositive. Così dalle immagini sbiadite emergono scene di arrampicata, un’esercitazione del Soccorso Alpino con l’elicottero e altri scampoli di vita vissuta su quelle pareti, probabilmente databili alla fine degli anni Ottanta.