Ancona, 12 luglio 2026 – La straordinaria caccia all’uomo nata attorno al misterioso rullino fotografico ritrovato nella gola di Frasassi ha raggiunto in poco più di 24 ore il suo traguardo più emozionante, risolvendo un enigma lungo quarant’anni e regalando una vera e propria "carezza sul cuore" alla storia dell’alpinismo italiano.

Quel piccolo scrigno di diapositive, scampato per quattro decenni al gelo e alle intemperie sotto i sassi della Torre di Jesi e riportato alla luce dal geologo montecarottese Lorenzo Rossetti, apparteneva a una leggenda assoluta delle vette: Tiziano Cantalamessa, il "Bonatti del centro-sud".

Il messaggio della moglie di Cantalamessa a Paolo Bacchi

A sciogliere ogni dubbio, mentre il video-appello del regista fabrianese Paolo Bacchi superava la cifra astronomica di 3 milioni e mezzo di condivisioni in meno di 48 ore, è stato un messaggio denso di commozione inviato al filmmaker da Renata Nardinocchi, moglie del celebre alpinista ascolano scomparso nel 1999: “Ciao Paolo, sono la moglie di Tiziano Cantalamessa e penso proprio che il rullino sia il suo, perché sono presenti delle persone con cui scalava. È stato presidente del soccorso alpino, siamo di Ascoli Piceno e le diapositive sono anche più vecchie di 30 anni. Mi sono imbattuta in questo tuo video oggi pomeriggio e come per tutti quelli che hanno commentato, è stato un viaggio nell’immaginario collettivo con suspence, fino alla scoperta delle identità. Tiziano era una guida alpina e si riconosce in una delle foto davanti all’elicottero, a sinistra, mentre guarda qualcosa che ha in mano. Poi si riconosce bene Franchino Franceschi, compagno di memorabili imprese con Tiziano e riconosco, sempre in primo piano, un po’ pelato con la barba, Franco Farina di Frascati, intimo amico di Tiziano, con il quale ha condiviso molte giornate alpinistiche. Grazie per questo revival nello spazio temporale. Una carezza sul cuore”.