Il suo ricordo è ancora scolpito nelle pietre oltre che nel cuore dei suoi cari. A quattro anni dalla scomparsa dell’artista Renzo Ricciardi il figlio Maurizio e i famigliari hanno voluto ricordarlo, con nostalgia, affetto ma anche un pizzico di amarezza per il silenzio che è sceso sulla sua figura di artista, originale e apprezzato. "Ha collaborato con Graziano Dagna – ricorda il figlio – alla nascita della Calandriniana e le sue opere sono ancora visibili in città. Dal bassorilievo a Porta Romana, nel porticato del cinema Italia, al cimitero, municipio. Insomma un uomo che credo abbia dato un contributo, anche modesto, alla cultura della città di Sarzana. Un lavoro di molti anni che purtroppo pare quasi dimenticato anche dalla istituzioni. Credo che, non solo come figlio, che Renzo meriti il ricordo di tutti quanti gli hanno voluto bene e apprezzato". Renzo Ricciardi trasformava i sassi in opere d’arte, Raccoglieva le pietre al fiume e con pazienza, arte, scalpelli e martelli trasformava i “ciapon“ in capolavori. Molti dei suoi lavori sono sparsi in città e altrettanti erano presnti nel giardino della sua abitazione. I passanti, incuriositi dalle sue opere, si fermavano a ammirarle ricevendo il sorriso timido e accogliente di Renzo che spiegava la sua passione per la scultura. Un ex autista di autobus che ha partecipato a diverse edizioni della Calandriniana e soprattutto ha sempre avuto nel cuore la sua città. Si è spento all’età di 86 anni nel luglio di quattro anni fa.