HomePistoiaCronacaIl ricordo del figlio: "Aveva un fuoco sacro. Mi ha insegnato tutto"Il racconto di Massimo, che ha ereditato il suo talento, lavorando con lui. Molte opere a Quarrata. Ma solo Siena gli ha tributato una grande mostra.Il maestro Giuseppe Gavazzi al lavoro mentre crea le sue scultureRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLo definisce un "fuoco sacro" e non saprebbe chiamarlo altrimenti: perché quando realizzi una mole così massiccia di opere altro non potresti avere se non una vocazione, un richiamo dell’anima. Massimo Gavazzi di Giuseppe è il figlio, colui che lo ha vissuto oltre che per ragioni di sangue anche per ragioni professionali: è anche lui restauratore e col babbo ha lavorato fianco a fianco per tantissimi anni. La morte di Giuseppe diventa il momento per tirar fuori dal cassetto un foglio che Massimo aveva già scritto e che recita così: "Caro babbo, quanto tempo è trascorso da quando ci prendevi per mano e ci portavi ad esplorare il mondo. Quanto tempo è passato dalle parole di aiuto e conforto per le nostre cadute e incertezze. Quanto tempo è passato dai tuoi incoraggiamenti per le scelte prese e le strade percorse. Caro babbo avrei voluto abbracciarti per farti sapere che ti volevo bene ma a volte è così difficile essere semplici. Ti voglio ringraziare per tutto quello che mi hai dato e che non ho saputo apprezzare se non nel momento in cui ho visto nei tuoi occhi i miei che piangevano di gioia per la vita".