RESANA - «Quanti bisticci tra noi. Quante volte ci urlavamo in faccia per poi dopo neanche cinque minuti tornare a parlarci come se nulla fosse. Di te mi restano tanti ricordi e tanti momenti passati insieme. Ti ringrazio per tutto quello che mi hai dato». Queste le parole di Monica al funerale di suo papà, Stefano Tonin, tragicamente scomparso a 57 anni lo scorso 24 giugno dopo che un malore l'aveva colpito durante il turno di lavoro in un cantiere a San Martino di Lupari, in provincia di Padova. Centinaia di persone si sono riunite al campo sportivo di Castelminio di Resana per l'ultimo saluto all'uomo riconosciuto da tutta la comunità non solo per il suo spirito, ma anche per le iniziative come il gruppo power pulling e la "festa dea poenta".
I RICORDI «Uno dei primi ricordi che ho con te - continua Monica - era di quando mi portavi a letto e mi leggevi le favole prima di andare a dormire. Sappiamo però che non facevo a tempo a scegliere il libro che già ti eri addormentato. Di te mi restano tanti ricordi che porterò sempre con me: il tuo sorriso e la tua forza, uguali a quelli del nonno; il tuo altruismo e la tua sensibilità per gli altri oltre, alla passione che hai messo in ogni cosa grazie anche alla tua testardaggine. Mi resterà l'amore che hai trasmesso a mia mamma, Claudia, in ogni singolo mazzo di fiori o abbraccio; i nostri momenti in cui ci confidavamo o i nostri viaggi in giro per il mondo. Uno dei tuoi insegnamenti più grandi è che non serve essere dei signori o avere un titolo di studio per essere brave persone. Avevi sempre una frase per ogni momento: se ero arrabbiata mi dicevi di lasciare perdere e di essere superiore; che ai "mussi" non devo dare retta; che non devo piangere altrimenti mi vengono gli "occhi belli". Mi dicevi sempre che seminare bene porta i suoi frutti e di questa frase sei l'esempio migliore. Tutte queste parole non sono cambiate nel tempo, sono rimaste le stesse e ne ho ancora grande bisogno. Nella vita conta la semplicità e fare cose semplici, ma fatte bene con amore e passione. Nei momenti difficile continuavi a dire "dai che facciamo lo stesso" e che dopo una tempesta arriva sempre il sereno. Ti auguro buon viaggio papà, ti voglio tanto bene».Ad accordarsi ai saluti anche il nipote Mattia. «Zio, sei stata una persona speciale e buona. Una passione che non ti ha mai mollato era il trattore. Infatti, quando è arrivato il nuovo Landini, ci hai addirittura dormito sopra la prima notte. La nonna Teresa ci raccontava che da piccolo eri anche tremendo. Non mi dimenticherò mai al tuo matrimonio quando tenevi ferme le teste dei tuoi nipoti per fare una bella foto. Eri lo zio con la vespa gialla, sempre pronto ad aiutare in famiglia e a far collaborare tutti. Ti ringrazio perché siamo riusciti ad irrigare insieme il campo un'ultima volta e questo ricordo me lo porterò sempre con me. Ho sempre invidiato il fatto che ti sedevi a capotavola e ora darei tutto per tornare a quei momenti. Ne hai fatte tante, ma sempre con il tuo sorriso che dava forza e sicurezza a tutti e sono sicuro che sarai lì ad abbracciare i tuoi genitori e magari il nonno ti dirà che c'è una fetta di salame anche per te. Ti ringrazio di tutto». Ad aggiungersi al ricordo di Stefano, anche il gruppo del power pulling, il direttivo della "festa dea poenta" e vecchi compagni di classe che hanno rievocato il suo sorriso indelebile che ha lasciato nella comunità.








