Un incidente in motorino in un giorno di pioggia, e chi ci scrive piomba in un dolore profondo. Il senso di vuoto e lo sgomento si accompagnano al senso di colpa per non aver apprezzato abbastanza le doti artistiche di Stefania. Da qui, parte il percorso per riuscire ad affrontare il lutto

di Veronica Mazza

4 minuti di lettura

“Non c’è niente di più disumano e doloroso della morte di una figlia. Soprattutto se non sei riuscito a capirla e a vedere tutta la sua bellezza interiore, quando era in vita. Stefania era un’artista, disegnava e dipingeva non solo su fogli bianchi, ma ovunque, anche sugli scontrini. Quando è venuta a mancare per un incidente in motorino, a 19 anni, tutto ha perso senso, colore e sapore. Sono stato molto male, malissimo, non ho mai provato una sofferenza simile e mai smetterò di provarla, perché questo dolore sarà sempre con me”. A raccontare questa drammatica storia è Mattia A., un uomo di 49 anni, che vive a Firenze e lavora in banca. “Grazie ai disegni ho provato a costruire un ponte con lei. E ho perfino iniziato a disegnare, per sentirla vicino a me”.

Una ragazza piena di talento