Chi ci scrive, lavora come skipper nella Repubblica Dominicana. Una scelta arrivata dopo la perdita di Claudio e con la consapevolezza che la vita vada vissuta e non sprecata
di Veronica Mazza
“Claudio era più di un amico, era come un fratello per me. Siamo cresciuti insieme e quando lui se n'è andato via all'improvviso, per un incidente in moto, ho messo in discussione tutta la mia vita. Perché mi sono reso conto di quanto tutti – non solo lui – corriamo veloci, verso obiettivi che sembrano allontanarsi. Non si può sempre procrastinare, i sogni vanno tirati fuori dal cassetto”. A raccontare la sua storia di rinascita è Alberto F., un uomo di 43 anni che dalla provincia di Roma si è trasferito nella Repubblica Dominicana, dove lavora come skipper e ha un'attività di noleggio di barche a vela e catamarani.
“Da ragazzini dicevamo spesso che ci saremmo trasferiti insieme ai Caraibi e avremmo vissuto di vento, di mare e di libertà. Ma poi ognuno ha preso strade differenti: lui lavorava in finanza, io ero imprenditore. Quando Claudio è morto, lo shock è stato tale da portarmi a fare un bilancio della mia vita: mi sono reso conto che non ero felice. Così ho ripreso in mano il nostro progetto e l'ho fatto diventare realtà, per me e per lui”.







