Il nostro lettore ricorda una scelta di vita che gli ha dato sicurezza, ma anche fatto crescere dentro di sé un “vuoto”. Finché qualcosa lo ha spinto a ripartire da zero
di Veronica Mazza
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“Per anni ho messo la stabilità davanti a tutto: il lavoro fisso, le bollette, le responsabilità quotidiane. La musica, che era stata la mia vita fino a vent’anni, era finita in un cassetto. Ho scelto la sicurezza, pensando che fosse la decisione giusta, mentre dentro di me sentivo crescere un vuoto. Non era solo nostalgia: era la consapevolezza che una parte di me stava lentamente spegnendosi”. A consegnarci la sua storia di rinascita questa volta è Alberto P., un uomo di 46 anni, che lavora nella pubblica amministrazione a Milano. “Dopo un pranzo con alcuni miei amici, in cui tutti raccontavano delle loro passioni, mi sono guardato allo specchio e ho capito che continuare così significava vivere solo metà vita. Così ho preso una decisione che sembrava semplice ma era enorme per me: ho ricominciato a suonare, iscrivendomi a un corso serale e accettando di esibirmi in piccoli locali. Non ho mollato la mia professione, ma per la prima volta sento che la mia vita è completa: la mia passione e il mio lavoro convivono, e io sono rinato davvero”.








