La psicologa commenta la storia del nostro lettore – firmata con nome e cognome – spiegando che “L’allenamento per lui non è solo prestazione, ma un modo per tenere insieme le parti di sé, per trasformare la solitudine in struttura e la fatica in identità”

di Veronica Mazza

5 minuti di lettura

“Sono originario di Pieve di Cadore, con accento veneto che non ho mai perso nonostante vent’anni in giro per il mondo. Seguendo la mia passione sono riuscito a vincere un titolo che nessun atleta italiano era mai riuscito a conquistare prima: Mr. America”. Si forma con nome e cognome, Davide Minuzzo, 51 anni, manager che vive a New York. “Vi scrivo per raccontare la mia storia perché dietro ai trofei c’è molto di più di un semplice percorso sportivo. C’è un’infanzia difficile, senza genitori, c’è l’impiego in fabbrica fin da giovane, la scelta di partire per un posto lontano e sconosciuto. E c’è la convinzione che mi ha sempre accompagnato: la disciplina può cambiare il destino di ognuno”. Se volete raccontare la vostra storia perché venga pubblicata, previa valutazione della redazione, potete scrivere una mail a rinascite@repubblica.it

Le origini: un’infanzia senza radici