Si chiama Katherine Suarez, la donna che ci consegna questa settimana la sua storia di rinascita, iniziata quando si è trovata davanti alla necessità di ripartire da zero. La psicologa: “a volte bisogna smettere di rincorrere modelli e iniziare ad abitare le proprie verità”
Veronica Mazza
5 minuti di lettura
“Avevo ottenuto tutto quello per cui avevo combattuto: affermarmi professionalmente e lavorare per grandi brand. Passava da lì il mio sentirmi apprezzata, riconosciuta come una donna che ce l’aveva fatta. Ero orgogliosa di me”, racconta Katherine Suarez, che firma la lettera di questa settimana con il suo nome e cognome. “Credo che la mia rinascita sia iniziata quando ho avuto la forza di riprendermi da un periodo buio, tra licenziamento e burnout silente”. Katherine ha 50 anni, vive a Treviso e racconta orgogliosa di aver fondato Nomad Atelier nella sua seconda vita, a mo’ di riscatto. Un progetto di business mentoring e personal branding che aiuta le donne a scoprire e valorizzare la loro unicità e a costruire un business allineato alla propria identità. “La mia rinascita è iniziata facendo un percorso di coaching che mi ha portato a scegliere una strada tutta mia, più affine al mio sentire. Solo dopo ho capito che avrei potuto partire da lì, per mettere in piedi una nuova attività imprenditoriale. Vorrei raccontare la mia esperienza di rinascita perché credo possa servire a supportare tante altre donne in gamba, a dar loro il coraggio e gli strumenti utili per trovare la loro strada professionale”. Se volete raccontare la vostra storia perché venga pubblicata, previa valutazione della redazione, potete scrivere una mail a rinascite@repubblica.it






