La mia rinascita è iniziata quando una donna

di Veronica Mazza

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“Per gran parte della mia vita ho creduto che l’autosufficienza fosse una virtù. Non chiedere aiuto, non dipendere da nessuno, non legarsi troppo: era il mio modo di stare al mondo. Dicevo a me stesso che funzionavo così, che stavo bene da solo. E in parte era vero. Lavoravo, avevo amici, relazioni che iniziavano e finivano senza grandi drammi. Ma c’era un momento preciso, sempre lo stesso, in cui qualcosa si rompeva: quando una relazione cominciava a diventare davvero importante, io scappavo”, racconta Guido G., un uomo di 37 anni, che lavora nel marketing e vive a Milano. “Non lo facevo per cattiveria, né per mancanza di sentimenti. Semplicemente, a un certo punto, sentivo che restare era troppo rischioso. Avevo paura di essere di nuovo abbandonato, ma non lo sapevo. La mia rinascita è iniziata quando una donna ha dato un nome a quella fuga e mi ha mostrato che non ero l’unico a vivere così”. Se volete raccontare la vostra storia perché venga pubblicata, previa valutazione della redazione, potete scrivere una mail a rinascite@repubblica.it

Crescere imparando a non chiedere mai