La lettrice racconta una rinascita iniziata nel momento in cui ha “smesso di guardare a se stessa stessa con gli occhi di chi l’aveva sempre giudicata incapace”. La psicologa: “Il momento di svolta non arriva da una tecnica, ma da una relazione”
di Veronica Mazza
4 minuti di lettura
La lettera pubblicata questa settimana arriva da Milano, scritta da una donna oggi quarantacinquenne che a 32 anni si è ritrovata improvvisamente alla guida dell’impresa di famiglia dopo la morte del padre. Chiede di firmarsi Donatella F. “Per anni mi sono raccontata di non essere abbastanza. Che il fallimento dell’azienda di famiglia fosse la prova definitiva che non avevo capacità, che avevano ragione gli altri a non fidarsi di me. Mi sentivo bloccata, impaurita, incapace di portare a termine qualsiasi cosa. Una fallita, appunto. Eppure ho trovato una persona disposta a darmi fiducia e questo mi ha cambiato la vita”.
Se volete raccontare la vostra storia perché venga pubblicata, previa valutazione della redazione, potete scrivere una mail a rinascite@repubblica.it






