La notizia arriva come “una doccia fredda”, la paura di morire l’assale. Finché scopre l’errore e decide di fare tesoro di quanto accaduto, dando a se stessa l’opportunità di “rinascere”

di Veronica Mazza

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“È stata un’amica a suggerirmi di scrivervi: ‘perché no racconti la tua storia?’, mi ha detto. Tu sì che sei una tosta, resilienza da vendere’. Quindi eccomi qui. Userò parole mie. Inizio dicendo che anche se non sono più una ragazzina, ma una donna adulta, l’idea di morire era qualcosa di lontano da me. Fino a qualche mese fa, vivevo come se il tempo fosse una risorsa infinita. Correvo. Sempre. Dietro al lavoro, agli impegni, agli obiettivi. Poi, un giorno, una telefonata del medico mi ha fatto crollare il mondo addosso: “’Ci sono dei valori preoccupanti nelle sue analisi, dobbiamo approfondire subito’.

A raccontare la sua storia di rinascita questa volta è Elisa, un nome di fantasia dietro cui si cela una donna di 39 anni, che vive a Roma e lavora nel marketing. “È stata una doccia fredda, la paura di morire si è impossessata di me in un istante, alla luce di quella notizia nulla aveva più valore. Quindi, sono stata costretta a fermarmi”.