“Ho già organizzato la mia morte con avvocato e un notaio. Sarò da solo, in un luogo del cuore, all’estero. L’ultimo mese è tutto deciso”. Non usa perifrasi Diego Dalla Palma raccontando di aver organizzato nei dettagli il suo trapasso e lo fa con una lucidità a tratti sconcertante, in un’intervista al Corriere della Sera alla vigilia dell’uscita di Alfabeto emotivo, il suo nuovo libro per Baldini+Castoldi. Che definisce “appunti di chi si accinge a lasciare la vita”. Non è la prima volta che parla della morte e del suo desiderio di pianificare il suo addio alla vita, ma questa volta svela ogni dettaglio del suo “piano”.
Diego Dalla Palma ha pianificato la sua morte. Alla vigilia dei suoi 75 anni, che compirà tra qualche settimana, confessa di non voler affrontare il numero 80: “Comincio a sentire che alzarmi dalla sedia, al cinema o a teatro, diventa una piccola umiliazione: traballo. Devo cambiare le mutande due volte al giorno. La mente non è più quella di prima. È vita?”. E rivela che la sua vera vittoria sarà solo “se potrò andarmene a modo mio. Ho un orgoglio: non voglio dipendere da Curia, Stato, politici, correnti”. Ecco perché ha pianificato tutto, con l’aiuto di un avvocato e di un notaio, oltre che di un medico che ha preparato un composto: “Sarò da solo, in un luogo del cuore, all’estero. L’ultimo mese è tutto deciso. Prima trascorrerò un momento meraviglioso: mangerò bene, un buon vino. Non mi ubriaco mai, ma so che dopo, per andarsene, ci vuole niente. Ho architettato una situazione non teatrale, non plateale: riservata, tranquilla. Me ne andrò gioiosamente. Quello che mi è stato preparato è velocissimo: due, tre minuti”. Ma prima di farlo, non avviserà nessuno perché, dice, “sarebbe un’ulteriore richiesta di accettazione. Ho già perdonato tutti. Anche i due compagni che ho amato e che oggi non permettono nemmeno che li nomini. Capisce? In ogni caso io, qui, non ho più né fidanzati, né fratelli, né figli”.






