Ogni gesto quotidiano, ogni sorriso, ogni carezza ora sono diventati ricordi struggenti. Patrizia racconta di aver passato notti insonni accanto al letto del figlio, a parlare, cantare, accarezzare la sua testa, sperando in un miracolo che non è arrivato. “Non posso più stringerlo tra le braccia, non posso più sentire la sua voce”, dice con voce tremante. La perdita di un figlio è un dolore che non si misura, una ferita che non si rimargina: ogni angolo della casa, ogni oggetto, ogni giocattolo ricordano ciò che non tornerà.