«Il suo sorriso è quello che porterò con me per tutta la vita. Ogni momento con Domenico è stato unico, speciale. Non voglio che venga dimenticato. Ma ora è arrivato il momento della giustizia e della verità. Ci hanno preso in giro, mentito per troppo tempo, nascondendo tutto», mamma Patrizia ha la voce di una guerriera, di quelle che hanno una forza sovrumana dentro, che non si sa da dove salti fuori. Con la sua dignità e compostezza, ha saputo mostrarsi all’Italia intera durante i giorni in cui suo figlio Domenico era ricoverato in terapia intensiva al Monaldi di Napoli dal 23 dicembre. Sessanta giorni attaccato all’Ecmo, un tempo lunghissimo per un macchinario che regge al massimo 3 settimane. Ma lui ci ha provato fino alla fine.
La storia del bambino col cuore bruciato ha attraversato il Paese, trascinando con sé una catena di sostegno, preghiere, messaggi, fiaccolate. Tutti hanno sperato in un miracolo. Ma il miracolo non è arrivato. Ieri alle 5.30 Domenico se n’è andato. Patrizia ha pianto, tanto. Accanto a lei il marito Antonio Calindo. «Il momento più brutto della mia vita», dice con le lacrime agli occhi.
Come sta mamma Patrizia?
«Oggi non è proprio giornata. È una di quelle che vorresti cancellare dal calendario».












