Non maledice chi ha sbagliato, non reclama giustizia, non piange per il destino storto toccato in sorte al suo bambino di due anni. Patrizia Mercolino non urla, lei vuole solo che il suo piccolo viva, che in quel corpicino torni il battito leggero e potente della vita, che un miracolo di Dio o della scienza tolga dal petto di Tommaso il cuore che doveva regalargli il futuro ma che è diventato una croce troppo pesante. Vuole che arrivi un cuoricino nuovo con cui il suo bimbo possa camminare, correre e diventare grande. Vuole un cuore perché Tommy possa vivere ancora. Patrizia va avanti contro la ferocia di ogni bollettino medico, contro la crudele evidenza della scienza, contro i pareri eccelsi di tutti i luminari del mondo. E vede spiragli dove tutti alzano muri. Lo fa con la disperazione e il coraggio della mamma biblica del giudizio di Salomone. La donna preferisce dare suo figlio a un’altra purché egli possa vivere ancora. Salomone afferra la spada. «Non dovete farlo morire», urla Betsabea. «Il trapianto non si può fare», dicono i medici. Si può fare, ribatte Patrizia.

Da cinquantacinque giorni Patrizia ogni mattina saluta gli altri due figli, fa due ore di viaggio all’andata e due al ritorno, arriva all’ospedale Monaldi, indossa il camice sterile, infila i calzari, sistema la mascherina sul viso e, come un palombaro, si accosta a Tommaso, sempre più magro, sempre più pallido. Ha avuto un permesso speciale per stargli vicino, ma non troppo per non rischiare infezioni. Gli prende la manina e gli racconta le fiabe della buonanotte, gli canta le sue ninne nanne preferite, gli dice dei fratelli che lo aspettano a casa per giocare. La sua mano forte che stringe dita sempre più sottili è un nuovo cordone ombelicale che li tiene uniti, è il suo sangue che scorre per quello del piccolo, il suo cuore che batte anche per quello bruciato di suo figlio. Guarda l’Ecmo, la macchina che tiene in vita Tommaso e chissà, forse pensa a un’altra mamma distante centinaia di chilometri, che a Natale ha seppellito il suo bambino di quattro anni e che con un gesto d’amore immenso ha deciso di dare una possibilità a un altro piccolo che era Tommaso, primo in questa lista d’attesa che è una spietata lotteria della vita e della morte.