La caccia ai proprietari del rullino ritrovato dopo quarant’anni tra le rocce di Frasassi è vicina a una svolta. Dopo il video lanciato sui social dal regista Paolo Bacchi e dal geologo Lorenzo Rossetti, migliaia di messaggi hanno invaso i loro profili in poche ore. Il tam tam è arrivato ai Cai di tutta Italia e la community degli arrampicatori si è mobilitata per ridare un nome a quegli sguardi rimasti sepolti nel tempo. Qualcuno sul web ha già fatto nomi e cognomi, tutti ancora da verificare, e forse alcune delle persone ritratte non sarebbero più in vita. A fare da bussola nelle indagini sono un paio di scatti in particolare, legati a un’esercitazione di elisoccorso. Nel video diffuso anche su YouTube, Bacchi che spera nel lieto fine rinnova l’appello: "Magari le conosce qualcuno, un amico che arrampicava in quell’epoca, un vostro genitore che andava in parete oltre 30 anni fa". Il web si è trasformato in un laboratorio investigativo e i dettagli tecnici inseriti nei commenti offrono indizi preziosi per collocare temporalmente il rullino. "L’elicottero è quasi sicuramente un AB212, dai colori potrebbe essere stato dell’aeronautica o marina militare. All’epoca le squadre del soccorso alpino si appoggiavano anche ai mezzi militari, ad esempio ho foto di esercitazioni di mio papà con elicotteri dell’EI, e il fatto che ci fosse il verricello potrebbe confermare questo scenario" suggerisce un utente in rete. Anche i dettagli della strumentazione per arrampicare sembrano convergere verso la fine degli anni Ottanta, restringendo il campo delle ricerche.
Un pomeriggio alla fine degli anni Ottanta: vicini ad individuarli
L’elicottero è quasi sicuramente un AB212










