Roma, 13 luglio 2027 – Sul cambiamento climatico rischiamo di commettere un errore: dividerci sulla rappresentazione del fenomeno e accorgerci soltanto dopo che, nel frattempo, il fenomeno è entrato nelle nostre vite. Possiamo dividerci sulla sua narrazione, sulla sua intensità, persino sulla sua esistenza. E infatti, come racconta Andrea Pennacchioli nel suo nuovo libro Verosimile (Paesi Edizioni, 2026), lo facciamo: quasi un italiano su tre ritiene che il cambiamento climatico non esista o sia quantomeno un po’ “pompato” dai media.

Una nuova strada

Ma la società reale, quella che spesso si muove sotto le dichiarazioni di principio, sembra avere già imboccato un’altra strada. La larga maggioranza degli italiani riconosce che le nuove condizioni ambientali hanno peggiorato la qualità della propria vita. È una delle indicazioni che emergono dalla rilevazione che abbiamo condotto per RENAEL, la rete nazionale delle agenzie per l’energia, tra lunedì e martedì su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Tra i giovani, fisiologicamente più esposti alla cultura ambientale, la quota di quanti attribuiscono al cambiamento climatico un impatto negativo sulla quotidianità arriva al 73%. Ma il punto è che il clima sta passando dalla sfera delle convinzioni a quella delle esperienze.