Una lunga ondata di caldo. Così lunga che ormai viene quasi da domandarsi se abbia senso parlare di un’onda, dal momento che non sembra avere una fine ma pare essere diventata una condizione permanente (da quante settimane non si ha una vera tregua?). E se tutti ormai siamo autorizzati a lamentarci di questa quotidianità a 36 gradi ormai “normalizzata”, è necessario spendere una riflessione e spendersi per chi si trova in “trincea” contro il caldo record.

Nelle ultime settimane si sono mobilitati universi differenti, apparentemente molto distanti tra loro. La scuola, ad esempio. Con educatrici ed educatori che si ritrovano a gestire bambini di fascia 0-6 anni all’interno di strutture dove l’aria condizionata è spesso un lontano miraggio. E come non citare i rider? A Milano è scattata un’ordinanza sindacale che chiede di fermare o ridurre le consegne nella fascia più rovente della giornata. Una misura ovviamente condivisibile che però comporta inevitabili ripercussioni economiche per i ciclo-fattorini. Con un ulteriore paradosso, figlio dei nostri tempi: con il caldo asfissiante le ordinazioni aumentano, dal momento che in molti preferiscono non uscire da casa o ufficio per sfruggire all’afa insostenibile.