Roma, 30 giu. (askanews) – Non la si può più chiamare soltanto estate, ma ’emergenza estate’. Una nuova geografia del rischio climatico, che si sta manifestando nello stesso momento in Europa, negli Stati Uniti, in Asia meridionale e nel Sudest asiatico: temperature record, notti senza tregua, umidità insopportabile, incendi, siccità, scuole chiuse, cantieri rallentati, reti elettriche sotto pressione, ospedali costretti ad affrontare l’impatto di un’emergenza che uccide spesso in silenzio. Il caldo estremo, un tempo percepito come evento eccezionale, sta diventando una condizione strutturale di un pianeta che si riscalda.

L’Organizzazione meteorologica mondiale ha definito “straordinaria” l’ondata che ha investito l’Europa, con record infranti in numerosi Paesi e impatti su salute, ecosistemi, agricoltura, infrastrutture e produttività del lavoro. Secondo la Wmo, l’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente e il caldo estremo è destinato a diventare più frequente, intenso e duraturo. Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha segnalato oltre 1.300 morti in eccesso dal 21 giugno legati al caldo in Europa e più di 150 milioni di persone esposte.

I dati danno la misura del salto di scala. In Germania la località di Coschen, vicino al confine con la Polonia, ha raggiunto 41,7 gradi il 28 giugno; 252 stazioni meteorologiche hanno registrato record assoluti. L’Ungheria ha segnato un nuovo record di giugno con 40,7 gradi vicino a Budapest, la Polonia un massimo provvisorio di 40,5, l’Austria 40 gradi a Vienna. Il Regno unito ha battuto per tre giorni consecutivi il record di giugno, i Paesi Bassi hanno emesso un’allerta rossa senza precedenti per otto province, la Danimarca ha segnato un nuovo massimo assoluto con 37 gradi, la Svizzera un record di giugno a Basilea con 39 gradi. In Francia il 24 giugno è stata registrata la giornata più calda mai osservata su scala nazionale, con picchi fino a 43,8 gradi; in Spagna Bilbao ha raggiunto 42,7 gradi, il valore più alto mai registrato lì in giugno.