L'ondata di calore che sta investendo l'Europa non si misura solo nei termometri, ma nella pressione che sta mettendo su ospedali, ambulanze e lavoratori. Il direttore regionale per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della sanità, Hans Kluge, ha convocato per lunedì 6 luglio una riunione straordinaria con i referenti nazionali di emergenza, ambiente e cambiamento climatico dei Paesi della Regione europea. Il tema: che cosa si è imparato da questa ondata e quanto i sistemi sanitari siano davvero pronti per la prossima.
Per l'Oms Europa la "prossima" non è un'ipotesi lontana: le ondate di calore non sono più eventi isolati, ma crisi ricorrenti, sempre più frequenti, intense e lunghe. Nello stesso comunicato in cui annuncia il vertice, l'organizzazione segnala che la Regione europea si sta riscaldando a un ritmo più che doppio rispetto alla media globale, un dato confermato anche dal più recente European State of the Climate 2025, elaborato da Copernicus Climate Change Service, ECMWF e WMO, secondo cui l'Europa resta il continente che si scalda più rapidamente al mondo.
Il bilancio delle ultime ore
A rendere l'allarme più urgente è il bilancio italiano: l'OMS Europa riferisce 5 decessi in 24 ore collegati al caldo. Il quadro continentale non è più confortante: in Francia le chiamate ai servizi di emergenza medica sono aumentate fino al 50% in alcune città; a Londra si è registrato in un solo giorno il numero più alto mai rilevato di emergenze potenzialmente letali per il servizio ambulanze; in Spagna si contano già oltre 300 decessi in eccesso associati al caldo in pochi giorni. Non episodi scollegati, ma la fotografia di un continente sotto stress termico sistemico.












