Dal 22 luglio entra in vigore la riforma Calderoli che taglia il numero di comuni montani a livello nazionale, cambiando i criteri per la classificazione di questa categoria di comuni. Per molte classi nelle scuole sul territorio nazionale il rischio è quello dell’accorpamento.

Cambia la geografia dei Comuni montani, per volere del governo Meloni, che con un decreto ha cambiato i criteri per individuare questo tipo di comuni. Lo scorso 8 luglio infatti è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del presidente del Consiglio, datato 11 maggio 2026, recante "Regolamento recante i criteri per la classificazione dei Comuni montani, in attuazione dell'articolo 2, comma 1, della legge 12 settembre 2025, n. 131". Il provvedimento voluto dal ministro Calderoli, che indica chi può mantenere lo status di ‘montano', entrerà in vigore mercoledì 22 luglio. Si tratta del primo decreto attuativo della legge 131 del 2025, la nuova legge sulla montagna, che contiene Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane.

L'allegato al provvedimento elenca 3.715 Comuni montani, ordinati per regione, provincia, sigla provinciale e denominazione del Comune. Prima di questo intervento normativo i Comuni montani erano poco più di 4.000, ora ci sarà un taglio. Ma cosa cambia nel concreto? Cambia la classificazione dei comuni montani: i nuovi criteri In pratica la classificazione non è più legata semplicemente a una generica indicazioni geografica, la collocazione del Comune in un'area di montagna appunto, ma è legata a requisiti specifici, come spiega anche la stessa Presidenza del Consiglio dei ministri. Sono considerati montani 3.715 Comuni sulla base di 5 criteri alternativi: 20% della superficie al di sopra di 600 metri di altitudine sul livello del mare e 25% di pendenza superiore al 20%; altitudine media superiore a 350 metri s.l.m. (metri sopra il livello del mare) e almeno 5% di pendenza superiore al 20%; altimetria media pari o superiore a 400 metri s.l.m.; altitudine massima pari o superiore a 1.200 metri s.l.m.; appartenenza alle cosiddette province montane con altitudine media superiore a 300 metri sul livello del mare.