La Langa Astigiana cancellata per decreto: scatta la rivolta dei sindaci esclusi dalla montagna, pronti a lottare contro una scelta che rischia di affossare l'economia e i servizi di intere vallate. Il provvedimento del governo sarà operativo il 22 luglio, un colpo di spugna che dimezza l'area: dei 14 Comuni della zona, sette sono esclusi dai nuovi elenchi romani. «Il governo ha scelto la strada peggiore, promettere ascolto per poi procedere con una decisione già assunta», attacca il deputato del Pd Federico Fornaro. Il grido di dolore «Non hanno nemmeno aspettato che il Tar si pronunciasse, una scelta grave e inaccettabile» tuona Marco Listello, presidente della Comunità Montana Langa Astigiana. «Il ministero ha usato criteri puramente fisici, come altezza e pendenza, e non sociali, dimenticando che la montagna è una rete di paesi e non un insieme di saliscendi, distruggendo nei fatti la nostra e tante altre valli italiane», aggiunge il presidente. Le comunità locali avevano impugnato i criteri davanti ai giudici, che si sarebbero espressi a ottobre. «Adesso invece arriva questa decisione calata dall’alto» interviene Luigi Gallareto, sindaco di Monastero Bormida: «Il Tar valuta solo la correttezza formale dell'atto, ed essendo un decreto statale è difficile che venga bocciato; la vera speranza era un ripensamento politico in questi mesi».
La rabbia dei sindaci di Langa: “Paesi cancellati per decreto”
La riforma delle aree montane in vigore dal 22 luglio riduce da 14 a 7 i Comuni astigiani. L’appello alla Regione: “Blindiamo con una legge le competenze della…






