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Il sindaco Santi prosegue nella sua battaglia: "Si tratta di una decisione grave, incomprensibile e ingiusta"
VALDICECINALa firma del Governo sul decreto attuativo della legge sulle zone montane, inserita nella riforma promossa dal ministro Roberto Calderoli, segna una svolta istituzionale destinata a ridisegnare la geografia economica e amministrativa dei territori interni, tra cui l’Alta Valdicecina. Un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che fissa i nuovi e rigidi parametri geometrici, altimetrici e di pendenza per determinare quali enti locali possano ancora fregiarsi del titolo di Comune montano. Il provvedimento stabilisce una linea di demarcazione netta tra i territori che manterranno l’accesso ai fondi di sviluppo, agli incentivi contro lo spopolamento e alle deroghe sui servizi essenziali, e quelli che ne rimarranno irrimediabilmente esclusi. La decisione dell’esecutivo di procedere anche in assenza di un’intesa unanime e condivisa con tutte le Regioni, ha aperto una profonda frattura con le autonomie locali. Da un lato, i sostenitori del provvedimento difendono la necessità di superare una classificazione risalente a oltre settant’anni fa, introducendo criteri oggettivi e uniformi per concentrare le risorse statali laddove si riscontra la vera montagna. Dall’altro, ecco l’allarme dei sindaci delle aree penalizzate, che vedono applicati algoritmi matematici incapaci di cogliere la complessità orografica e la reale fragilità sociale di interi comprensori. Tra i territori maggiormente colpiti figura l’Alta Valdicecina, dove la scure dei nuovi parametri ha cancellato dalla mappa montana Volterra, Montecatini Valdicecina e Pomarance. Il sindaco Giacomo Santi (nella foto) torna a contestare la direzione impressa dal Governo. Il primo cittadino ha espresso preoccupazione per un provvedimento che rischia di indebolire le comunità interne e di accelerarne il declino socio-economico, evidenziando come la perdita della qualifica montana significhi rinunciare a tutele vitali per la tenuta dei servizi scolastici, per il sostegno all’agricoltura e per lo sviluppo commerciale."Si tratta di una decisione grave, incomprensibile e ingiusta. Questa scelta, calata dall’alto e senza alcun confronto, rappresenta una vera e propria bastonata per Volterra e per le sue comunità, colpendo duramente il mondo agricolo, le imprese locali e chiunque viva e lavori in condizioni strutturalmente più difficili rispetto alle aree urbane", ha dichiarato con durezza Santi, rimarcando come la classificazione non sia un’etichetta simbolica, ma il riconoscimento concreto di svantaggi oggettivi affrontati ogni giorno dai cittadini. L’amministrazione comunale, insieme agli altri Comuni della Valle, ha già formalizzato un ricorso al Tar del Lazio, così come oltre 100 Comuni italiani.









