HomeMarcheCronacaSindaci sul piede di guerra: "Dai servizi alle imprese, la scure sulla montagna"Protesta dei Comuni esclusi dopo la pubblicazione del Dpcm in Gazzetta. Grossi (Sassocorvaro): un’azione eclatante come per il decreto Balduzzi. E Ragni (Staffolo): "Qui non c’è stata la volontà politica di intervenire".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"È stato un fulmine a ciel sereno. In questi mesi tanti esponenti nazionali di centrodestra hanno finto di ascoltarci, consapevoli che il ministro Calderoli sarebbe andato dritto per la sua strada". È la reazione del sindaco di Sassocorvaro, Daniele Grossi, all’indomani della notizia che la nuova legge sulla montagna sarà in vigore dal 22 luglio, escludendo ventinove Comuni marchigiani dal novero dei ’montani’, compreso quello che lui amministra. Il 7 luglio, infatti, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo (Dpcm 121) che mette nero su bianco i criteri (rivisitati) di classificazione, o di montanità, e in allegato il nuovo elenco dei Comuni montani. "Basta correttezza istituzionale, sono stanco di pacche sulle spalle e parole al vento – si sfoga Grossi –. Io sono tra quelli che all’epoca del decreto Balduzzi si incatenarono per due mesi davanti all’ospedale, forse anche in questo caso serve un’azione eclatante". Grossi ricorda poi che "la riforma è passata con l’avallo di quindici Regioni e dell’Anci e contro la volontà di noi sindaci. Ora vengano loro a spiegare i cambiamenti per la scuola, l’agricoltura e la sanità che dal 22 luglio interesseranno i cittadini dei ventinove Comuni non più montani". "Non cancelleranno la nostra battaglia – incalza il sindaco di Fermignano, Emanuele Feduzzi –. Continueremo a sostenere i ricorsi già avviati insieme a centinaia di Comuni e ogni iniziativa istituzionale utile a ristabilire una verità tanto semplice quanto evidente: Fermignano, come gli altri ventotto Comuni marchigiani, ha diritto a rimanere montano. Non è possibile cancellare la storia dei territori per inserire come Comuni montani Sanremo oppure Ascoli. Tutto questo alla faccia dei parlamentari di maggioranza che ci dicevano ’bloccheremo il decreto’. Le conseguenze saranno concrete, meno opportunità di finanziamento, meno strumenti per sostenere imprese e famiglie, meno possibilità di contrastare lo spopolamento e difendere servizi essenziali come scuola, sanità e trasporti. È una decisione che colpisce proprio quei territori che ogni giorno combattono per rimanere vivi".
Sindaci sul piede di guerra: "Dai servizi alle imprese, la scure sulla montagna"
Protesta dei Comuni esclusi dopo la pubblicazione del Dpcm in Gazzetta. Grossi (Sassocorvaro): un’azione eclatante come per il decreto Balduzzi. E Ragni (Staffolo): "Qui non c’è stata la volontà politica di intervenire".









