Lorenzo Cogo nasce nel 1986 a Thiene, in provincia di Vicenza, terza generazione di una dinastia di cuochi: il nonno faceva il maggiordomo per una famiglia nobile della zona, il padre gestisce ancora oggi la trattoria di famiglia. Dopo la scuola alberghiera, Cogo non resta certo fermo. Parte per l’Australia, dove lavora al Vue de Monde di Melbourne con Shannon Bennett e poi al Marque di Sydney con Mark Best. Da lì il salto in Inghilterra, al leggendario Fat Duck di Heston Blumenthal, e poi in Giappone, dove affina la tecnica al fianco dello chef Seiji Yamamoto. Il percorso prosegue nei Paesi Baschi, all’Asador Etxebarri di Victor Arguinzoniz — dove scopre la sua passione per la cottura alla brace — fino all’ultima tappa: il Noma di Copenaghen, allora già considerato tra i migliori ristoranti al mondo, sotto la guida di René Redzepi.

Nel 2011, a soli 24 anni, Lorenzo torna a casa e apre El Coq a Marano Vicentino, in un ex trattoria del suo paese natale. L’anno dopo arriva il riconoscimento che lo consacra: la stella Michelin, che a 25 anni lo rende lo chef stellato più giovane d’Italia. La sua cucina viene ribattezzata “Cucina Istintiva”: tecnica internazionale, materie prime del territorio, poca retorica.