BOLOGNA – A vederlo lì, tra i fan che vogliono una foto, una stretta di mano, e i ragazzi che gli chiedono piccoli (ma preziosi) suggerimenti sulla cucina, si capisce che Giorgio Locatelli è molto più di uno chef. E’ un’istituzione. Con charme e gentilezza. Insomma, nel suo stile. “Il mio successo? Ho lavorato tantissimo, ho avuto anche tanta fortuna, però la mia carriera ha cominciato a prendere il volo quando anche la cucina italiana è cresciuta. Siamo cresciuti insieme”. E’ davvero grande la bellezza che viene fuori dall’incontro “Dalla tv alla National Gallery, la grande bellezza si mangia”, il panel al cinema Modernissimo. E l’appuntamento di Gusto, diretto da Eleonora Cozzella.

LA DIRETTA DELLA SECONDA GIORNATA DI REP IDEE

(eikon)

Locatelli racconta la cucina come un viaggio, una storia di indipendenza, prodotti, e soprattutto persone. Per lui una delle svolte sono stati i voli low cost: “Per la gastronomia sono stati probabilmente la cosa più incredibile che potesse succedere. Uno viene a Bologna e quando torna a Londra non sarà mai più uguale a prima”. La cucina italiana, dice, è cresciuta anche grazie all’orgoglio e alle maniere gentili. “C’era una subordinazione totale all’idea che la cucina di qualità dovesse essere francese. Questo è finito. Adesso è il contrario: ci sono ristoranti francesi che mettono piatti italiani nel menu”. E poi i prodotti: “L’Unione europea ha fatto veramente da ponte per i prodotti di alta qualità. I piccoli produttori hanno avuto la possibilità di esportare. Adesso in Inghilterra, dopo la Brexit, questa cosa si sente ancora. Da questo punto di vista si è fatto un passo indietro”.