di
Natalia Distefano
Da Ponte Mammolo alla stella Michelin: «A 13 anni mi svegliavo alle 6 e prendevo tre bus per imparare a fare il cuoco, che all’epoca non era glamour come ora». Il suo ristorante Aroma è un tempio del gusto amato da capi di Stato e celebrità
Se chiedi a Giuseppe Di Iorio, chef stellato classe 1970, quando ha capito che la passione più grande era la cucina, il suo sorriso si apre, sospira, e ti rendi subito conto anche di quanto profondo sia il legame con la Capitale. «Beh se nel 1983 hai 13 anni, sei di Ponte Mammolo e pur di frequentare l’unico istituto alberghiero di Roma ti svegli tutte le mattine alle 6, prendi tre autobus da capolinea a capolinea, attraversando la città fino a Tor Carbone per imparare a fare il cuoco significa che, magari non pensi ancora alle stelle Michelin, ma sai già perfettamente che questo mestiere è la tua vita».
Quello che invece da ragazzino Di Iorio forse non poteva immaginare è che un giorno avrebbe guidato il ristorante con la vista più spettacolare della Capitale: Aroma, in cima all’hotel Palazzo Manfredi, con i suoi 14 tavoli affacciati sul monumento italiano più amato al mondo, il Colosseo (15 milioni di visitatori nel 2024). E che la stella Michelin non solo sarebbe arrivata, nel 2014, ma continua a brillare ininterrottamente da 11 anni sulla sua casacca da chef e sull’insegna di via Labicana dove ogni giorno porta avanti un’instancabile ricerca su ingredienti e materie prime, riscrivendo con grande tecnica e gusto contemporaneo la storia della cucina italiana.







