C’è un filo sottile che unisce le storiche sagre di paese a Cellino Attanasio, nel cuore del teramano, con le cucine ultra tecnologiche dei templi inglesi della gastronomia moderna. Quel filo si chiama passione, ed è la bussola che ha guidato Stefano Di Giosia in un viaggio straordinario: da giovanissimo aiuto pizzaiolo a Scorrano, una piccola frazione in Abruzzo, dove è nato 28 anni fa, a executive chef del The Tudor Pass, storico ristorante allestito in un complesso del sedicesimo secolo nella campagna del Surrey, a pochi passi dal castello di Windsor. È qui che Stefano ha iniziato a mettere in pratica la sua idea di cucina, tanto da diventare in pochi mesi il più giovane chef italiano nel Regno Unito ad ottenere una Stella Michelin e, attualmente, il secondo più giovane ad operare nel Paese, dopo il 27enne inglese Tom Earnshaw.
Lo chef Stefano Di Giosia
La storia di Stefano non inizia in una famiglia di ristoratori, ma in una piccola fattoria dove il prodotto era, ed è tuttora, il centro di tutto. “Quasi tutti i miei parenti, genitori, nonni e zii, sono stati cuochi volontari per le sagre del paese”, racconta Di Giosia, ricordando come il rispetto per la terra sia stato il suo primo insegnamento. A soli 14 anni, mentre frequentava l’istituto alberghiero a Teramo, ha iniziato ad esercitarsi in una pizzeria locale. Mentre i suoi coetanei sognavano altro, lui divorava i libri dei grandi maestri: da Massimo Bottura ad Antonio Guida. Una determinazione che lo ha portato, appena diciassettenne, a farsi 11 ore di treno per uno stage da Oliver Piras ad Aga a San Vito di Cadore. È lì, in una sala di soli 16 coperti tra le Dolomiti, che Di Giosia capisce la sua strada: l'eccellenza nell'intimità.







