Quasi sessant’anni, temperamento incendiario un po’ mitigato — dice lui, noi però non sappiamo se credergli — Davide Scabin, tra i cuochi piemontesi più celebri e creativi di sempre, non le manda certo a dire. Per l’appunto. Mentre al ristorante Carignano fino alla notte di Halloween saranno in carta 13 dei suoi piatti storici — dal Cyber Egg alla Fassona impanata, dal Rognone al gin al Soufflè di maccheroni —, gli chiediamo di fare un bilancio della sua vita. «Ho l’indole da bombarolo: sono sempre entrato a gamba tesa nelle cose. Sono stato molto rigoroso, è stato faticoso lavorare con me. Oggi, però, il tempo mi ha dato un po’ di saggezza: preferisco posizionare delle microcariche». La prima? «La cucina italiana oggi è ferma».