“Massimo, diciamo la verità: non se ne può più. Continui a mietere successi. Vinci la Michelin, vinci 50Top, vinci l’Espresso. Ma non si può mica andare avanti così”. Bottura si prende un attimo per capire se lo sto sfottendo, poi scatta: “Ma che dici? È stato un anno fantastico, carico di riconoscimenti: esco in testa a tutte le classifiche. E se vuoi che tiri un bilancio, beh, ti dico che davanti a questi risultati mi sento come un bambino, con lo stupore che mi dà l’energia per continuare ad inventare, una nuova linfa per me e per i ragazzi cresciuti sotto e accanto a me!”.

Sono venuto a trovare Bottura per un faccia a faccia che mi consenta di prendere il polso del folletto cresciuto a Modena, e mi accorgo che è diventato uno dei pochissimi italiani entrati a pieno titolo nel girone mondiale dei potenti e degli opinion leader globali. Certo, è favorito dalla vicinanza con le casseforti Ferrari e Lamborghini, e da una terra ricca, popolata da una borghesia imprenditoriale che non molla mai.

“Qui conta solo il talento, qui non esiste una questione di genere, che nascano maschi o femmine poco importa, bisogna essere bravi, e questo noi facciamo: riconosciamo il merito!”.

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