Del minestròn a la milanesa, cottura lentissima, di ore, per arrivare alla consistenza di un budino, scrive Filippo Tommaso Marinetti nel Manifesto della Cucina Futurista del 1930: nel menù (immaginario) del pranzo architettonico Sant’Elia, inserisce «cinque piramidi, alte cm 40, di minestrone freddo». Ugualmente, di quell’amata minestra cittadina non è rimasta traccia.
Lo chef Davide Oldani: «A Milano la cucina ha ingredienti invernali, io sogno (e creo) piatti per tutte le stagioni»
Lo chef racconta il suo «sogno per Milano»: «Servono versioni delle ricette adatte al palato contemporaneo. Il panettone, ad esempio, non è più consumato solo in occasione delle feste natalizie e lo produco in estate con ciliegie e buccia d’arancia»








