Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Può tornare a Messina un dipendente di Poste Italiane, in modo da poter prestare assistenza al nonno con disabilità. Lo ha stabilito la Corte d’appello, che ha accolto il ricorso dell’impiegato, assunto a tempo indeterminato, difeso dall’avvocato Vincenzo La Cava. Nel febbraio 2025, aveva presentato domanda per partecipare alla procedura nazionale di Poste, chiedendo il riconoscimento del diritto di precedenza previsto dalla normativa a tutela dei caregiver e il conseguente trasferimento in una filiale della città dello Stretto. Ma la sua istanza era stata bocciata dall’azienda, che si appellava all’applicazione del vincolo di permanenza triennale nella sede di prima assegnazione, previsto dagli accordi aziendali sulla mobilità. L’impiegato ha quindi sostenuto che le disposizioni contenute negli accordi sindacali aziendali non potessero prevalere sulle norme di legge poste a tutela dei lavoratori che assistono familiari con disabilità grave, evidenziando come tali accordi non prevedessero alcuna forma di precedenza per i caregiver di parenti e affini fino al terzo grado.
L'articolo completo è disponibile sull'edizione cartacea e digitale
Dalla Gazzetta del Sud in edicolaScopri di più nell’edizione digitale










