HomeArezzoCronacaAssenze per cure salvavita, la Asl taglia lo stipendio al dipendente disabile: il giudice le dà tortoCondannata l'Azienda sanitaria a restituire le somme trattenute a un assistente amministrativo tetraplegico. La sentenza: le decurtazioni erano illegittime perché legate a terapie indispensabili per la sua sopravvivenzaTribunaleRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 16 luglio 2026 – Le assenze dal lavoro erano dovute a cure salvavita e, per questo, lo stipendio non poteva essere ridotto. È quanto ha stabilito il Tribunale di Arezzo, che ha condannato l'Azienda Usl Toscana Sud Est a riconoscere integralmente la retribuzione a un proprio dipendente, un assistente amministrativo di 57 anni, tetraplegico, residente a Cortona ( Arezzo), al quale erano state applicate consistenti decurtazioni in busta paga. La notizia è riportata oggi dal "Corriere di Arezzo".
La sentenza, firmata dal giudice del lavoro Giorgio Rispoli, accoglie il ricorso presentato dal lavoratore, assistito dall'avvocato Gabriele Zampagni. Secondo il tribunale, le trattenute economiche operate dall'Asl erano illegittime, poiché le assenze erano direttamente collegate alla necessità di sottoporsi a trattamenti salvavita resi indispensabili dalla grave patologia di cui l'uomo soffre. Il dipendente, assunto nel 2005 con contratto a tempo pieno e indeterminato nell'ambito delle tutele previste dalla legge 68 del 1999 sull'inserimento lavorativo delle persone con disabilità, è affetto da tetraplegia con riconoscimento di gravità ai sensi della legge 104 e una capacità lavorativa residua definita minima.






