Il Tribunale di Arezzo ha condannato l’Azienda Usl Toscana Sud Est a restituire la retribuzione piena a un dipendente con disabilità. Il 57enne si era visto tagliare lo stipendio dopo essersi assentato dal lavoro per sottoporsi a cure salvavita.
Immagine di repertorio.
Si era assentato dal lavoro per sottoporsi a cure salvavita e per questo l'azienda aveva deciso di tagliarli lo stipendio. Una condotta che ora il Tribunale di Arezzo ha ritenuto illecita, condannando l'Azienda Usl Toscana Sud Est a riconoscere integralmente la retribuzione a un proprio dipendente.
All'uomo, un assistente amministrativo di 57 anni, tetraplegico, residente a Cortona, nell'Aretino, erano state applicate consistenti decurtazioni in busta paga. A riportare la notizia è il Corriere di Arezzo. La sentenza, firmata dal giudice del lavoro Giorgio Rispoli, ha accolto il ricorso presentato dal lavoratore, assistito dall'avvocato Gabriele Zampagni.
Secondo il tribunale, le trattenute economiche operate dall'Asl erano illegittime, poiché le assenze erano direttamente collegate alla necessità di sottoporsi a trattamenti salvavita resi indispensabili dalla grave patologia di cui l'uomo soffre. Il dipendente, assunto nel 2005 con contratto a tempo pieno e indeterminato nell'ambito delle tutele previste dalla legge 68 del 1999 sull'inserimento lavorativo delle persone con disabilità, è affetto da tetraplegia con riconoscimento di gravità ai sensi della legge 104 e una capacità lavorativa residua definita minima.






