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Milvana Citter

La donna ha subito lesioni e lacerazioni per gravissimi errori medici. Rifusi 142mila euro alla famiglia di un anziano morto in «lucida agonia» a causa di un'operazione

Malasanità: l’azienda sanitaria Usl 2 condannata dai giudici del tribunale civile di Treviso a pagare due maxi risarcimenti per un totale di oltre 720 mila euro.

Il primo caso - risarcimento di 579mila euro - arriva dal Montebellunese dove vive la paziente che, assistita dall’avvocato Antonella Gobbo, ha chiamato in causa la struttura sanitaria, difesa dall’avvocato Paola Gazzi. La donna ha vissuto un vero calvario, iniziato nell’ottobre del 2009 quando era stata sottoposta a un intervento per l’asportazione di utero, ovaie, tube e di parte del colon. A quello ne sono seguiti altri quattro. Perché, secondo il giudice Roberto Favaro Morosini che ha recepito integralmente le conclusioni del collegio peritale: «in tale intervento venivano colposamente cagionate, una lacerazione del colon discendente e una lesione retto vaginale con fistola, anche questa ascrivibile ad errore ed imperizia e non già a complicanza». La donna era stata sottoposta a stomizzazione che i medici avevano garantito sarebbe stata chiusa in 5-6 mesi. Nel post operatorio però c’era stata una complicazione.