Una paziente di vent’anni di Albisola, vittima di gravi errori medici in due diversi ospedali liguri, sarà risarcita per tutti i danni subiti. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Genova che ha riconosciuto una responsabilità concorrente e paritaria dell’ASL 2 di Savona (Ospedale San Paolo) e dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova per le gravi lesioni riportate dalla giovane. Secondo il Tribunale, entrambe le strutture hanno agito con negligenza, causando danni permanenti alla salute della paziente.
Il primo errore
La vicenda risale all’agosto 2021. La ragazza, affetta sin dall’infanzia da una sindrome cardiaca congenita (Wolff-Parkinson-White), era stata ricoverata per sottoporsi a un’ablazione transcatetere presso l’Ospedale San Paolo di Savona. Si trattava di un intervento programmato e ritenuto risolutivo per eliminare le aritmie cardiache causate dalla malattia. «Tuttavia – spiega il legale Andrea Marzorati –, durante la procedura iniziale di accesso vascolare è avvenuto il primo errore: i medici hanno perforato la vena giugulare interna e penetrato nell’arteria vertebrale con il catetere. Questo errore medico, dovuto a una cannulazione errata, ha provocato un’emorragia interna e conseguenze gravissime.






