MESTRE - È stata licenziata per aver chiesto e ottenuto i permessi dal lavoro che la legge garantisce a coloro i quali devono accudire un familiare portatore di handicap. Il tribunale di Venezia ha annullato, in quanto illegittimo e discriminatorio, il provvedimento assunto da una società di Mestre, specializzata in consulenza relativa a contratti assicurativi, alla quale è stato ordinato di reintegrare la dipendente e di versarle la prevista indennità risarcitoria, pari all'ammontare della sua retribuzione per tutto il periodo compreso tra la data del licenziamento e quella dell'effettivo ritorno al lavoro. La società dovrà rifondere anche oltre 10 mila euro di spese di lite.
Il licenziamento risale al maggio del 2024 ed è stato motivato con il momento di crisi aziendale che aveva portato alla decisione di ridurre le figure professionali, in particolare nel ruolo ricoperto dalla dipendente.
Alla donna era stato offerto di accettare il trasferimento nella sede di Vicenza e, dopo il suo rifiuto, giustificato con l'impossibilità di continuare ad assistere il padre, scattò il licenziamento, contro il quale la lavoratrice ha presentato ricorso al tribunale, assistita dagli avvocati Nicola Tella, Mauro Ferruzzi e Francesco Fabris.






