«È opportuno chiarirci subito con Giuseppe Conte. Di sicuro prima delle primarie per la scelta del candidato premier, perché non possiamo certo affidare alle primarie la definizione della politica estera». Lia Quartapelle, deputata Pd, è una delle poche voci che, mercoledì, si sono levate contro il leader del M5S che a Napoli ha parlato di una «minaccia russa» costruita per «giustificare la corsa agli armamenti».Si può costruire un’alleanza di governo quando non si è d’accordo se la Russia sia o no una minaccia?
«Vorrei partire da Marco Travaglio, che oggi chiarisce in modo lineare qual è lo schema su cui vorrebbe si giocassero le elezioni: da un lato M5S, Avs, Lega e Vannacci, dall’altro tutte le altre forze politiche, tra cui Pd, centristi. Mi sembra offra una grande occasione per fare chiarezza».Il direttore del “Fatto Quotidiano” mette in fila dei fatti: ci sono una serie di forze contro il riarmo, altre a favore. Vediamo chi prende più voti alle elezioni, poi i conti si faranno dopo. Del resto, se non decidete prima...
«Non si può pensare che i conti si facciano dopo le elezioni. È già successo nel 2018, quando una parte di quel fronte (M5S e Lega) ha fatto un governo con il preciso obiettivo di sovvertire le alleanze tradizionali del nostro Paese, a partire dall’allentamento delle sanzioni contro la Russia. Io faccio un appello a Conte, che ha citato come sue radici sinistra Dc e Radicali: torni alle sue radici e non si faccia affascinare da questo progetto che lui stesso ha smentito nel 2019 votando Von der Leyen presidente della Commissione europea».Il problema è che nessuno ha la forza di scioglierlo il nodo della politica estera. O forse non si può perché sono posizioni inconciliabili. Non crede?












