L’incontro tra Giuseppe Conte e Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump, «non era opportuno», dice a Libero Lia Quartapelle, deputato del Pd, vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, nota per le sue posizioni nette nel difendere l’Ucraina e l’Unione europea. Non era «opportuno», spiega, «perché Zampolli rappresenta interessi privati di Trump. Altro sarebbe stato incontrare l’ambasciatore». La vicenda, però, aggiunge Quartapelle, non riguarda solo il leader del M5S o al massimo i suoi elettori. Questo episodio, dice, è la prova che Conte non può guidare la coalizione progressista. Come ha scritto oggi in un post su X, i resoconti dell’incontro dimostrano quanto sia «pericolosamente illusoria l’idea di un patto in cui, in cambio di garanzie, sulla linea politica il Pd cede la leadership a Conte».
Partiamo proprio dal post che ha scritto. Perché l’idea di cedere la leadership a Conte in cambio di concessioni sul programma è «pericolosamente illusoria»?
«Aspettarsi garanzie dal presidente di un movimento che ha fatto della post-ideologia il proprio cavallo di battaglia è illusorio, oltre che un pericolo. In un momento come quello in cui viviamo, bisogna lavorare per rafforzare l’Unione europea, senza tentazioni di appeasement nei confronti di Trump».












